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DOLCE CATERINA, È SOLO UN ARRIVEDERCI!

Il Suo sorriso e i suoi occhi brillavano e non si poteva non notarla. Colpiva quello sguardo dolce e i modi così garbati e discreti. Ma allo stesso tempo, si aveva da subito l’impressione che quella nonna così elegante e mite, portava in sé un fuoco, una febbre di vita che contagiava.

Era impossibile non volerLe bene. Lo si vedeva dall’affetto che Le tributavano i bambini, le maestre e tutto il personale della scuola. Quando con piglio energico entrava a scuola e si dedicava con altri nonni e genitori alla biblioteca e alle letture per i nostri bambini, manifestava tutto il Suo entusiasmo e il Suo desiderio di trasmettere qualcosa di bello ai più giovani. Mai è voluta mancare per l’allestimento del mercatino natalizio. Dava la scossa a tutti, non si fermava un momento, se non per guardarti e dirti ciò che pensava, ciò che sperava.

Era instancabile Caterina. Per la scuola di via Dolci la Sua presenza è stata un vero dono. Attraverso di Lei, serenità e gioia si facevano irresistibilmente spazio fra le pareti scolastiche.

Caterina non aveva tempo da perdere, voleva vivere in pienezza la Sua vita. Non solo a scuola, ma in tutto il quartiere era conosciuta per la Sua affabilità. Tanti La ricordano come una sarta esperta e scrupolosa. Ma Lei era presa da numerosi interessi. La incuriosiva tutto del mondo. Amava la musica, amava ballare, amava i viaggi. Caterina amava tanto i Suoi figli e i Suoi nipoti, tutti allievi del nostro Istituto.

Qualche difetto forse lo avrà anche avuto, come tutti i poveri essere umani quali noi tutti siamo, ma era tale l’amore che comunicava a chi La incrociava, che le possibili mancanze erano solo inezie al cospetto del Suo cuore intrepido e generoso. Marco e Marinella hanno avuto proprio una mamma speciale.

Al Suo novantesimo compleanno organizzammo una festa proprio in biblioteca. Ricordo l’affetto dei bambini e la Sua gioia: pareva proprio una ragazzina al primo giorno di scuola. Le regalai una rosa e Lei si commosse. Di quel momento esiste una foto a cui so che Lei teneva molto. E anche io. Così mi piace ricordare Caterina, sorridente e fanciullesca con la rosa tra le mani e gli occhi limpidi e vivi come un cielo a primavera.

Dolce Caterina, avevi intenzione di venirci a salutare il prossimo venerdì qui a scuola, ma sei stata chiamata per un altro appuntamento. Questo viaggio sia per te il più bello. Il Cielo ti accolga con una grande festa.

Massimo Nunzio Barrella

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